Dallo skateboard alla radica in resina: quando la liuteria incontra il riciclo e i materiali insoliti

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Per decenni il mondo della chitarra e del basso elettrico è rimasto legato a una visione quasi sacra dei soliti legni tradizionali. Acero, mogano, palissandro e frassino sono stati i pilastri indiscutibili su cui è stata costruita l’intera storia del rock e della musica moderna. Negli ultimi anni, però, si sta facendo strada una rivoluzione silenziosa ma incredibilmente affascinante all’interno dei laboratori artigianali.

Sempre più liutai e appassionati hanno iniziato a sperimentare con la liuteria non convenzionale, dimostrando che per costruire uno strumento con un grande suono e un’estetica mozzafiato si può guardare ben oltre i canoni del passato, strizzando l’occhio al riuso creativo e all’innovazione ecologica.

Una delle tendenze più spettacolari e cercate sul web è senz’altro la realizzazione di corpi per chitarra e basso partendo dagli skateboard riciclati. Le vecchie tavole da skate, destinate alla discarica dopo essere state spezzate o usurate dagli acrobati di strada, si rivelano in realtà una materia prima di primissimo ordine. Essendo composte da vari strati di legno di acero pressati ad altissima pressione con colle speciali, queste tavole offrono una densità e una rigidità strutturale davvero sorprendenti. Incollando insieme decine di tavole sagomate e tagliandole per formare il body della chitarra, si ottiene uno strumento non solo incredibilmente resistente e reattivo al tocco, ma anche caratterizzato da un motivo a strisce colorate assolutamente unico e irripetibile.

Accanto all’anima street degli skateboard, un’altra grande protagonista della liuteria moderna è la resina epossidica impiegata nelle famose lavorazioni in stile river table. L’unione tra blocchi di legno grezzo o radica naturale e colate di epoxy trasparente o pigmentata permette di creare strumenti che sembrano vere e proprie opere d’arte contemporanea. Dal punto di vista della costruzione, la resina offre vantaggi e sfide peculiari: garantisce una stabilità eccezionale e una finitura a specchio di impatto visivo immediato, ma richiede una grande cura nella lavorazione al banco e una gestione intelligente del peso finale dello strumento. Sul piano della risposta acustica, il connubio tra la massa liquida solidificata e le venature del legno regala un attacco deciso e un sustain prolungato che sorprende anche i musicisti più scettici.

Spingendosi ancora oltre sui confini del tempo, alcuni maestri artigiani hanno iniziato ad esplorare l’impiego di legni millenari e fossili come il famoso Bog Oak, conosciuto anche come quercia delle torbiere. Si tratta di tronchi rimasti sepolti per millenni in ambienti privi di ossigeno sotto fango e torba, dove i minerali presenti nel terreno hanno gradualmente reagito con i tannini del legno, regalandogli una tonalità scura quasi nera e una densità quasi pietra. Suonare un basso o una chitarra realizzati con questo materiale significa stringere tra le mani un pezzo di storia naturale della Terra, capace di offrire una risonanza profonda e una presenza di frequenze medio-basse incredibilmente definita.

Sperimentare con materiali alternativi, oggetti da riciclo e legni insoliti non è quindi una semplice moda passeggera pensata per stupire sui social network, ma una vera e propria evoluzione dell’artigianato musicale. La liuteria del futuro dimostra ogni giorno che il vero carattere di uno strumento elettrico non risiede nella rigidità dei dogmi del passato, ma anche nella passione e nella visione di chi sa trasformare l’inaspettato in pura musica.

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